La pace di san quirico
La pace di san quirico

Appena sotto Siena, verso sud-est, si susseguono tonde colline, dalle dolci pendenze, armoniose, vestite di gialle spighe di grano in estate, oppure fruscianti, ondulate di steli verdi in primavera, accarezzate dalle folate di un vento tenero, mai rabbioso.
I “calanchi” che le intersecano, talvolta le fendono, qui vengono chiamati famigliarmente le CRETE, coi loro particolari colori , i grigi, gli ocra, i bruni “terra di Siena” mescolati al giallo squillante delle ginestre, al rosso del trifoglio e dei papaveri, alla severità del verde cupo dei radi cipressi, sentinelle di secoli, danno al paesaggio una bellezza unica, che colpisce, talvolta fino alla commozione, il visitatore, stupito che possa esistere una terra simile, ancora vergine nell’aspetto, capace di trasmettere tanta serenità e dolcezza così che ognuno abbia, nella ritrovata pace dell’anima, la sensazione di essere “finalmente a casa”.
Laggiù, nel verde dei pascoli, piccoli greggi di pecore teneramente belanti, bianche, morbide macchie in movimento, a ricordare che un milione di anni fa, o tremila, la stessa vita scorreva, tra l’Arbia  e l’Ombrone, come oggi, identica, serena.
Poi l’arrivo dell’Uomo: gli Etruschi, i Romani … i casolari sparsi, i borghi, poi le fattorie fortificate, la abbazie, le Pievi.     Sole, luce, colori, canti, allegria, grano, soffice pane sapido cotto “a legna”, eccellente vino, profumato olio d’oliva … terra benedetta. !
Poi, per la stupida avidità e ambizione di qualcuno, battaglie, guerre, fortilizi e castelli. Ma anche il cozzare delle armi, uomini e cavalli, le grida delle terribili mischie  qui sembrano avere un diverso significato : subìte, giocoforza sostenute, non lasciano odio nell’anima, ma consapevole condanna della stupidità umana, voglia di perdono, di serenità, di famiglia, di pacifica convivenza.

Borgo la Pace - San Quirico

Le tracce delle greggi hanno lasciato un’impronta a sentieri,  tratturi, a strade campestri, percorse anche dai pellegrini diretti a Roma per la via Francigena che sostavano, trovando notturno ristoro, nelle Pievi, nelle abbazie, nelle numerose isolate case coloniche : a identificare questo territorio, rare sono infatti Cattedrali e Castelli importanti, piuttosto degnamente sostituiti da queste armoniose case coloniche, quasi sempre in posizione dominante sulle colline, ornate da qualche cipresso.
Calde e benefiche acque termali nella zona possono facilmente ristorare il corpo e lo spirito.
Profumi decisi di salvia, timo, rosmarino, di ginepro, mirto, resinose coccole di cipresso, aromatiche erbe di pascolo impregnano intense l‘aria di questi poggi e spesso nelle ricette dell’antica cucina tradizionale  accompagnano pietanze di cinghiale, oppure di saporita “cinta senese“, il maialetto nero che vive  e corre libero soltanto allo stato brado.
Tartufi e pecorino, squisito sia fresco che stagionato, sapore esaltato da miele o frutta, gli ottimi vini pregiati delle Terre di Siena sanno completare perfettamente un convivio prima dei numerosi dolci tipici, freschi o secchi, il famoso “panforte” per primo.
Ogni strada, anche la più solitaria e poco conosciuta, offre ad ogni curva la sorpresa di un nuovo mirabile spettacolo, l’inquadratura di una cartolina, e queste “fotografie” allora si scattano una dopo l’altra con gli occhi , arrivano nell‘anima , diventano un film bellissimo che si proietta ogni volta nella mente, ad occhi chiusi, indelebile ricordo.
Inevitabile una riflessione nasce allora, tentatrice e dolce : perché non potrei vivere anch’ io qui, la mia casa circondata, come in una culla, da morbide colline rigate dai vigneti, l'orizzonte “ certo “ limitato dal loro caldo profilo , non con l'angoscia della pianura infinita senza confini dove il vento spazza tutto via senza trovare ostacoli, lo spirito sereno sento sorridere nella pace, lontane le ansie che soltanto qui e adesso capisco tanto inutili, per vivere una vita nuova semplicemente immersa nella “bellezza”, totalmente, nella natura e nell’arte, che non a caso, proprio qui, in queste contrade, in questa Toscana, ha visto nascere stupendi capolavori nei secoli passati . E sicuramente ne vede anche oggi, perché l’arte in ogni tempo è stata “contemporanea”e lo è quindi anche oggi : i decenni, i secoli hanno saputo selezionare gli antichi capolavori fino a noi, per noi. Ugualmente i secoli prossimi valorizzeranno le opere di oggi, facendo risaltare ai posteri le più meritevoli che diverranno immagini della “nostra” storia  : Arte e Artigianato, identica etimologia, sinonimi di bellezza , di gusto, d’armonia, di garbo, ma anche  di ingegno ,luce e lampi di creatività, di fantasia, gratificazioni e orgoglio dell’uomo e della sua terra, questa, speciale e unica.